{"id":6207,"date":"2014-11-24T09:02:10","date_gmt":"2014-11-24T09:02:10","guid":{"rendered":"https:\/\/mma.swisstemi.com\/?p=6207"},"modified":"2017-02-01T19:06:43","modified_gmt":"2017-02-01T19:06:43","slug":"dizionario-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mma.swisstemi.com\/de\/dizionario-2\/","title":{"rendered":"Dizionario"},"content":{"rendered":"<section class=\"cs-section\"><div class=\"container\"><div class=\"row\"><div class=\"col-md-12\"><div class=\"cs-column-inner\"><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Acufene<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Suono percepito dalla corteccia cerebrale e prodotto da una o pi\u00f9 cellule cigliate della coclea ( ma non solo, pu\u00f2 essere originato anche in altri luoghi lungo il percorso delle vie uditive interne) per motivi ancora non del tutto chiari, presumibilmente come reazione ad un danno fisico o psichico che le stesse hanno riportato. La sensibilit\u00e0 soggettiva dell\u2019acufene varia grandemente da soggetto a soggetto: vi sono persone che imparano a convivere con il disturbo, altre che ne soffrono al di l\u00e0 del comprensibile per chi non sa cosa significhi un acufene. Vi \u00e8 comunque una relazione fra labilit\u00e0 psichica e percezione soggettiva dell\u2019acufene. Nei casi pi\u00f9 gravi l\u2019acufene viene \u201cfissato\u201d nella memoria della corteccia col risultato che non pare esservi mezzo per alleviarne il fastidio.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Adattamento protesico<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>L\u2019insieme delle operazioni che hanno come obiettivo la scelta e l\u2019applicazione corretta di un apparecchio acustico su di un soggetto con problemi uditivi.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Altoparlante<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Sistema meccano \u2013 elettro \u2013 acustico atto a trasformare segnali elettrici in suono.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Amplificatore<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Sistema elettrico che provvede ad aumentare di potenza il segnale presente all\u2019ingresso dell\u2019apparecchio acustico. La misura di quest\u2019incremento \u00e8 data dalla differenza in dB fra l\u2019intensit\u00e0 del segnale in ingresso e l\u2019intensit\u00e0 del segnale in uscita. Di norma gli amplificatori provvedono anche a modificare il segnale secondo le esigenze d\u2019ascolto dell\u2019utente.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Apparecchio acustico<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Sistema d\u2019amplificazione di dimensioni ridotte atto ad essere indossato o chirurgicamente inserito nella scatola cranica. Ne esistono di diversi aspetti estetici (nel caso dei non impiantabili: dietro l\u2019orecchio, nell\u2019orecchio e ad occhiale), in grado di fornire la necessaria amplificazione con le dovute correzioni per il recupero dell\u2019ipoacusia. In passato esistevano gli apparecchi analogici che attualmente non vengono quasi pi\u00f9 utilizzati essendo stati sostituiti dai pi\u00f9 efficienti apparecchi digitali.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Area corticale uditiva<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Zona del lobo temporale della corteccia cerebrale maggiormente sensibile ai segnali provenienti dall\u2019orecchio attraverso il nervo acustico e deputata pertanto alla sua analisi e comprensione.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Area uditiva<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Sinonimo di capo uditivo: l\u2019area compresa fra la soglia uditiva e il livello di fastidio per le frequenze udibili. Nel normoudente \u00e8 ampia circa 120 dB.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Ascolto dicotico<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Si ha quando ascolto dicotico quando in contemporanea sono presentate al soggetto due fonti sonore che offrono messaggi d\u2019uguale interesse per il soggetto stesso. Lo scopo del test \u00e8 quello di verificare la capacit\u00e0 di concentrazione e di discriminazione di uno dei due massaggi.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Audiologia<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>La scienza che studia l\u2019apparato uditivo<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Audiometria<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>L\u2019audiometria si divide in :<br \/>\n<strong>Audiometria automatica<\/strong><br \/>\nTecnica d\u2019esame audiometrico eseguita mediante un audiometro speciale in grado di erogare frequenze in sequenza a livelli via via incrementati fino all\u2019interruzione a cura del soggetto da esaminare. Normalmente la stessa frequenza viene riproposta pi\u00f9 volte per verificarne statisticamente la correttezza della risposta. Grazie all\u2019elevato numero d\u2019esami eseguiti con questa tecnica si dispone ormai di una valida statistica in grado di determinare anche la tipologia dell\u2019ipoacusia e l\u2019eventuale simulazione del soggetto stesso.<br \/>\n<strong>Audiometria clinica<\/strong><br \/>\nE\u2019 l\u2019audiometria eseguita dallo specialista ORL che ha per scopo la raccolta di dati utili per la diagnosi, quindi per suggerire la terapia o per seguire l\u2019evoluzione dell\u2019ipoacusia.<br \/>\n<strong>Audiometria comportamentale<\/strong><br \/>\nTecnica audiometrica che consiste nell\u2019osservazione delle reazioni del soggetto quando sottoposto a stimoli sonori tonali o vocali.<br \/>\n<strong>Audiometria di screening<\/strong><br \/>\nTecnica audiometrica avente lo scopo di classificare un gruppo di soggetti nella categoria normoudenti o ipoacusici. Normalmente consiste in una veloce ricerca della soglia uditiva su tre \u2013 quattro frequenze (500 \u2013 1000 \u2013 2000 hz o 500 \u2013 1000 \u2013 2000 \u2013 4000 Hz) inserendo le persone che rientrano nella fascia di normoacusia (0 -20 dB) fra i normoudenti e coloro che danno risposte al di l\u00e0 di tale fascia nel gruppo di persone sulle quali \u00e8 opportuno eseguire degli approfondimenti diagnostico.<br \/>\n<strong>Audiometria in campo libero<\/strong><br \/>\nL\u2019insieme delle prove audiometriche realizzate mediante erogazione del segnale attraverso altoparlanti. Deve sottostare alla verifica di determinate situazioni ambientali per evitare fenomeni distorsivi d\u2019intensit\u00e0, fase e frequenza.<br \/>\n<strong>Audiometria in cuffia<\/strong><br \/>\nL\u2019insieme delle prove audiometriche realizzate mediante erogazione del segnale attraverso cuffie. Nonostante la non naturalezza del rilevamento, l\u2019imprecisione di sistema nel rilevamento, \u00e8 tuttora il metodo pi\u00f9 semplice, pratico e ripetibile per l\u2019esecuzione di un\u2019audiometria.<br \/>\n<strong>Audiometria infantile<\/strong><br \/>\nTecnica audiometrica che tiene conto dell\u2019et\u00e0 del soggetto sottoposto alle prove. Non ci si aspetta una risposta dal soggetto ma si analizzano le reazioni tipo la reazione cocleopalpebrale, il riflesso di Moro, o il ROC. Allo scopo si utilizzano anche strumenti audiometrici di tipo diverso come il Peep Show (nelle varie forme: treno, bambole, teatrino).<br \/>\n<strong>Audiometria protesica<\/strong><br \/>\nL\u2019insieme delle prove audiometriche tendenti a stabilire il campo dinamico residuo dell\u2019ipoacusico e, successivamente, a valutare la resa protesica ottenuta mediante l\u2019applicazione di un apparecchio acustico.<br \/>\n<strong>Audiometria tonale<\/strong><br \/>\nAudiometria realizzata mediante suoni aventi composizione frequenziale definita: toni puri, toni interrotti, toni ecc. I risultati sono riportati su di un grafico sul quale le perdite uditive sono in funzione della frequenza. Pu\u00f2 essere realizzata in cuffia, per via ossea o in campo libero.<br \/>\nAudiometria tonale liminare<br \/>\nTecnica audiometrica che consente la ricerca del livello minimo di sensazione uditiva nel soggetto sotto prova, che coincide con la soglia uditiva. La prova \u00e8 eseguita su frequenze nell\u2019ambito dello spettro dell\u2019udibile e normalmente pu\u00f2 essere eseguita per via aerea, per via ossea o in campo libero.<br \/>\n<strong>Audiometria tonale sopraliminare<\/strong><br \/>\nTecnica audiometrica che utilizza suoni d\u2019intensit\u00e0 superiore al livello di soglia uditiva e che consente l\u2019individuazione del livello di comoda udibilit\u00e0 o del livello di fastidio. Usata anche in prove particolari quali il SISI test o il Luscher test.<br \/>\n<strong>Audiometria vocale<\/strong><br \/>\nTecnica audiometrica che utilizza parole, logotomi, frasi con o senza senso, frasi per bambini, con lo scopo di valutare il livello d\u2019intelligibilit\u00e0 del soggetto.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Audiometro<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Lo strumento idoneo a misurare la capacit\u00e0 uditiva: ne esistono di marche e modelli diversi. Audiometri da screening (specificatamente previsti per test veloci atti discriminare normoudenti da ipoacusici), clinico &#8211; diagnostici (che consentono una ricerca pi\u00f9 approfondita delle soglie relative all&#8217;ipoacusia e che consentono la realizzazione anche di prove sopraliminari), da ricerca solitamente sono in grado di eseguire esami fuori routine come ad esempio test oltre i dodicimila Hz.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Audioprotesista<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Lo specialista laureato che deve verificare l&#8217;estensione del campo dinamico del soggetto, scegliere l&#8217;apparecchio acustico pi\u00f9 idoneo, applicarlo, regolarlo, verificarne la resa, istruire il soggetto sul suo utilizzo ed effettuare le verifiche a distanza di tempo allo scopo di accertasi che le prestazioni restino inalterate o diano un progressivo miglioramento del risultato applicativo.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Bel<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Logaritmo decimale del rapporto del valore di due potenze o di valori legati alla potenza (intensit\u00e0, pressione, tensione &#8230;).<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Bicros<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Applicazione protesica che utilizza un solo apparecchio acustico ma due microfoni posti ai due lati della testa. Tecnica usata quando l&#8217;utente abbia un&#8217;ipoacusia asimmetrica con l&#8217;orecchio peggiore non in grado di sfruttare al meglio l&#8217;amplificazione.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Binaurale<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Che riguarda ambedue le orecchie.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Bobina telefonica<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Piccolo solenoide che immerso in un campo magnetico, presente nell&#8217;ambiente, \u00e8 in grado di acquisirne le informazioni per trasferirle, nel nostro caso, nell&#8217;amplificatore dell&#8217;apparecchio.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>C.I.C.<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Completely In the Canal, termine anglosassone per indicare gli intraauricolari ad inserzione profonda. Caratteristica fondamentale di tali apparecchi \u00e8 un \u201cface plate\u201d che sia arretrato di circa 2\/3 mm dall\u2019imboccatura del CUE. L\u2019uscita suono deve essere la pi\u00f9 vicina possibile al timpano (normalmente entro i 5 mm dal timpano). In tal modo si riesce ad ottenere una maggior resa che pu\u00f2 essere valutata in 5-6 dB per la posizione del face plate e in circa 3-5 dB per la posizione di uscita del ricevitore. In tali condizioni il volume della cavit\u00e0 residua che si determina pu\u00f2 essere calcolato in circa 0,250 cc.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Cabina anecoica<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Cabina speciale ad elevato grado di insonorizzazione, normalmente sospesa su ammortizzatori e molle per evitare anche vibrazioni a bassa frequenza, usata dalle maggiori case produttrici per la verifica in ambiente pressoch\u00e9 totalmente silente delle caratteristiche elettroacustiche dei propri apparecchi.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Cabina silente<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Solitamente una camera con pareti fonoassorbenti e una porta con chiusura ermetica che garantisca un&#8217;attenuazione dei rumori ambientali nell&#8217;ordine minimo di 25\/30 dB.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Caduta (perdita in)<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Dicesi di perdita uditiva a morfologia in discesa; la discesa deve essere superiore a 10 db ed inferiore a 30 dB nel campo 250\/4000 Hz.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Campo dinamico<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>In una persona l&#8217;estensione in dB esistente fra soglia uditiva e livello di fastidio. Nel normoudente sulle frequenze centrali il campo dinamico \u00e9 di 120 dB.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Campo libero<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Ambiente chiuso dove viene inviato al soggetto tramite uno o pi\u00f9 altoparlanti dei segnali test o delle parole. L&#8217;ambiente deve essere ben insonorizzato ed avere una notevole capacit\u00e0 d&#8217;assorbimento.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Canale d'amplificazione<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>In un apparecchio acustico \u00e9 l&#8217;amplificazione che, attraverso opportuni filtri, \u00e9 in grado di amplificare solo una porzione dell&#8217;intera gamma dell&#8217;udibile. In passato quando un apparecchio aveva tre canali significava che disponeva di singole amplificazioni per il canale delle frequenze gravi, delle medie e di quelle acute. Oggi gli apparecchi dispongono di decine di canali d&#8217;amplificazione, consentendo quindi una migliore e pi\u00f9 precisa regolazione.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Canali semicircolari<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Parte dell\u2019orecchio interno deputata alla determinazione della postura del corpo e quindi all\u2019equilibrio, costituita da tre canali a forma di semicerchio posti in posizione ortogonale l\u2019uno rispetto all\u2019altro in modo da avere informazioni su tutte le possibili inclinazioni realizzabili dal corpo.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Cassa timpanica<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Lo spazio occupato dall\u2019orecchio medio, che va dal timpano alle finestra ovale e rotonda, dalla tromba d\u2019Eustachio alla parete posteriore<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Catena ossiculare<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Parte dell\u2019orecchio costituita dalle tre ossa pi\u00f9 piccole del corpo umano: martello, incudine e staffa. Queste tre ossa si trovano nell\u2019orecchio medio e la loro funzione \u00e8 quella di trasmettere il suono dal timpano alla coclea moltiplicando per venti la forza che arriver\u00e0 sulla finestra ovale.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Cellule cigliate<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Le cellule nervose che si trovano nella coclea, precisamente nell\u2019organo del Corti, sotto la membrana tectoria, che possiedono delle ciglia che, sfiorate dalla membrana tectoria, determinano la creazione di uno &#8220;spike&#8221; (vedi) che viaggiando lungo il nervo acustico e recepito dalla corteccia sollecita nel cervello la sensazione o immagine sonora. Si dividono in cellule cigliate esterne (tre file) ed in cellule cigliate interne (una fila). Le tre file esterne hanno le ciglia vincolate alla membrana tectoria della quale regolano l\u2019altezza rispetto alle ciglia delle cellule della fila interna deputate invece a riconoscere il suono ed inviarne gli spikes alla corteccia. Il modo con cui regolano la distanza dalle ciglia della fila interna dipende dai comandi che pervengono loro dal cervello: se al cervello non giunge alcun suono questi invia un segnale alle cellule delle file esterne perch\u00e9 contraendosi avvicinino maggiormente la membrana tectoria alle ciglia delle cellule della fila interna, mentre al contrario se il suono \u00e8 eccessivamente forte, il comando \u00e8 tale da far rilasciare la membrana tectoria diminuendo in tal modo la sensibilit\u00e0 al suono della fila interna.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Cerume<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Secrezione protettiva d\u2019alcune ghiandole che si trovano nel C.U.E.. il cui scopo \u00e8 di bloccare corpi estranei, invischiandoli ed imprigionandoli ed impedendo loro il raggiungimento del timpano.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Chiocciola su misura<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Costruita sulla base del calco dell\u2019orecchio, ne riproduce perfettamente la forma. Pu\u00f2 essere realizzata in materiale acrilico rigido o morbido, oppure in materiale siliconico di diversa durezza: le pi\u00f9 morbide presentano durezza di circa 25 \u201cshore\u201d.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Coclea<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>\u00c8 la parte nobile dell\u2019orecchio, quella cio\u00e8 che trasforma i movimenti meccanici dei liquidi labirintici in segnali elettrici (spikes) che sono inviati tramite il nervo acustico alla corteccia cerebrale dove devono suscitare un\u2019immagine sonora loro corrispondente. Un cattivo funzionamento della coclea pregiudica il lavoro di riconoscimento ed interpretazione del segnale da parte della corteccia.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Cofosi<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Capacit\u00e0 uditiva per qualsiasi causa ridotta a zero in un orecchio.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Condotto uditivo esterno<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>La parte a forma grossolanamente di tubo che porta dalla conca al timpano. Tipica di questa parte dell\u2019orecchio esterno \u00e8 la risonanza che esso offre in una zona di frequenza compresa fra circa 1800 e 3000 Hz.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Corda molle (perdita di udito)<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Perdita uditiva in cui le frequenze centrali evidenziano una perdita superiore a quella delle frequenze estreme: in particolare la media d\u2019ipoacusia sulla 1000\/2000 \u00e8 superiore alla media delle estreme (250\/4000).<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Coteccia<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>La parte del cervello di pi\u00f9 recente formazione nella specie umana e perci\u00f2 sede delle funzioni superiori tipiche della nostra specie. Nel caso del sistema uditivo la parte della corteccia che si occupa della decodifica e quindi dell\u2019interpretazione dei segnali sonori: la maggior parte di questo tipo di lavoro \u00e8 eseguita dalla corteccia in corrispondenza delle aree temporali<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Cross<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Applicazione protesica che prevede l\u2019apparecchio acustico su di un lato ed il microfono sull\u2019orecchio controlaterale. Applicazione usata soprattutto quando l\u2019ipoacusia non sia grave, esistano grossi problemi di autofonia e\/o rimbombo che richiedono un\u2019applicazione a chiocciola aperta, cosa per\u00f2 impossibile a realizzarsi su di un solo orecchio per problemi di feedback.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Cuffia<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Sistema di trasduzione del suono da segnale elettrico in segnale acustico avente forma indossabile mediante un archetto di mantenimento in posizione sopra il capo. Esistono cuffie di diverso tipo e con differenti prestazioni: nel campo audiologico si usano vecchi modelli di cuffie telefoniche che hanno per\u00f2 il pregio di una notevole stabilit\u00e0 delle proprie caratteristiche di riproduzione. Per altri usi, ad esempio in alta fedelt\u00e0, le cuffie devono garantire una risposta in frequenza molto ampia ma non \u00e8 necessaria l\u2019accuratezza e la stabilit\u00e0 in intensit\u00e0 richiesta invece in campo audiologico.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Curvetta<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Tubetto solitamente in materiale plastico traslucido che consente la connessione fra il bocchettone d\u2019uscita suono e il tubetto della chiocciola. In molti casi contiene dei filtri attenuatori di picchi, a volte intercambiabili. La presenza dei filtri o la possibilit\u00e0 di inserirli \u00e8 di notevole importanza perch\u00e9 consente la spianatura dei picchi nella curva di risposta dell\u2019apparecchio acustico rendendo la riproduzione sonora notevolmente migliore ed allargando anche la dinamica di produzione<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>dB<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Il dB (decibel) \u00e8 un\u2019unit\u00e0 di misura usata per misurare, oltre ad altre grandezze, anche le intensit\u00e0 sonore; \u00e8 un\u2019unit\u00e0 di misura relativa e logaritmica, vale a dire che per convenzione internazionale lo \u201c0\u201d viene stabilito arbitrariamente ad un certo valore che nel caso delle pressioni acustiche vale 2*10^-4 dyn\/cm^2 (= 20*10^-6 pascal = 10^-16 W\/cm^2) che rappresenta anche la minima intensit\u00e0 sonora percepibile da un numero statisticamente valido di soggetti giovani, sani e mediamente dichiarantesi normoudenti, alla frequenza di 1.000 Hz. Il precisare la frequenza \u00e8 importante in quanto l\u2019orecchio umano non ha la stessa sensibilit\u00e0 a tutte le frequenze: in particolare la sua sensibilit\u00e0 si riduce verso le frequenze gravi e si riduce verso le frequenze molto acute. Il dB \u00e8 il risultato di un rapporto logaritmico fra due grandezze, quella di riferimento (il livello \u201c0\u201d statisticamente trovato) e quella misurata (il livello di pressione sonora a cui il soggetto sotto prova denuncia di iniziare a sentire) (dB=20log(p\/p0), e consente, proprio grazie a questo, di gestire grandezze altrimenti impronunziabili (come ad esempio: 1 decimo di milionesimo di miliardesimo di watt al cm quadro). Grazie al fatto di rappresentare un rapporto logaritmico, un\u2019ipoacusia misurata in dB vede un campo di 120 passi fra lo \u201c0\u201d, che rappresenta il livello minimo di capacit\u00e0 uditiva e \u201c120\u201d che rappresenta il livello di fastidio, quando cio\u00e8 intensit\u00e0 del suono \u00e8 tale da creare fastidio notevole all\u2019ascolto. Salendo ulteriormente nella scala dei dB si arriva alla soglia \u201cdolore\u201d, mediamente attorno ad un livello di 140 dB, che rappresenta un livelloal quale la sensazione acustica si trasforma in sensazione dolorosa, pur mantenendo anche l\u2019aspetto di sensazione acustica. Tale livello si raggiunge quando, ad esempio, si assista al decollo di un jet da una distanza inferiore ai 50 metri.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>dB HL- dB HTL - dB SPL<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>dBHL: Contrazione di \u201cdB Hearing Level\u201d, cio\u00e8 dB di livello uditivo e vale per la misura delle soglie in audiometria vocale. Anche in questo caso la misura \u00e8 di sensazione e lo \u201c0\u201d vale, per individui giovani, sani e mediamente dichiarantesi normoudenti, 19 dBSPL che corrisponde per gli individui citati alla comprensione del 50 % di parole emesse a quell\u2019intensit\u00e0. A tale valore corrisponde anche la media matematica del livello uditivo tonale sulle tre frequenze centrali di 500,1000, 2000 Hz.<\/p>\n<p>dBHTL: Contrazione di \u201cdB Hearing Threshold Level\u201d, cio\u00e8 dB di livello di soglia uditiva. \u00c8 in pratica l\u2019unit\u00e0 di misura della soglia uditiva tonale, rilevata cio\u00e8 frequenza per frequenza. \u00c8 una misura relativa del livello di sensazione, in quanto il livello \u201c0\u201d \u00e8 il risultato di una media di misure fatte su una certa popolazione d\u2019individui giovani, sani e dichiarantesi mediamente normoudenti. Da questa definizione si potrebbe dedurre che dB e dBHTL sono la stessa cosa: ci\u00f2 \u00e8 vero per la frequenza di 1.000 Hz ma non per le altre frequenze. Infatti lo \u201c0\u201d dBHTL vale, in dB(SPL), per frequenza, come qui di seguito evidenziato:<\/p>\n<p>125 250 500 1000 2000 3000 4000 6000 8000 Hz<\/p>\n<p>45,5 24,5 11 6,5 8 8 9,5 9 9,5 dBSPL<br \/>\ndBSPL: Contrazione di \u201cdB Sound Pressure Level\u201d, cio\u00e8 dB di livello di pressione sonora. \u00c8 la misura della situazione cos\u00ec com\u2019\u00e8: ogni suono viene emesso con una certa intensit\u00e0 pi\u00f9 o meno elevata, e il dBSPL ne misura l\u2019intensit\u00e0. La misura di intensit\u00e0 mediante i dBSPL non risente della frequenza: vale a dire che se un suono viene emesso dalla sorgente sonora con una intensit\u00e0 di 35 dBSPL non \u00e8 detto che venga percepito da chi ascolta con lo stesso valore in dB.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Diapason<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Strumento usato di regola molti anni fa per eseguire semplici verifiche di capacit\u00e0 uditiva: una volta eccitato con un apposito martelletto vibra ad una ben precisa frequenza ed ad un\u2019intensit\u00e0 via via calante. Appoggiato alla fronte trasmette le vibrazioni alla scatola cranica e pu\u00f2 essere utilizzato, ancor oggi per una veloce verifica del Weber<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Digitale<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Si dice di dispositivo o tecnica che sfruttava le variazioni discrete di tensione, frequenza, ampiezza, ecc. per codificare, elaborare, trasmettere segnali binari (zero e uno) per dati audio, video, computerizzati o di altro tipo.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Direzionalit\u00e0<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Nel campo audiologico, capacit\u00e0 di discriminare la provenienza di un segnale sonoro. Tale capacit\u00e0 \u00e8 data dalla presenza di due apparecchi acustici meglio se dotati a loro volta di microfono direzionale, vale a dire di un microfono dotato di due ingressi del suono che forniscono uno sfasamento del segnale in grado di migliorare la capacit\u00e0 di afferrarne la provenienza. Esistono oggi sul mercato anche apparecchi multimicrofono in grado di migliorare ulteriormente la capacit\u00e0 di discriminare la provenienza del suono oltre a poter fare anche altre cose, quali inseguire il rumore e ridurne l\u2019interferenza che pu\u00f2 avere sulla comprensione di un contemporaneo messaggio verbale.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Distorsione armonica<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>La presenza in uscita da un amplificatore di segnali non presenti al suo ingresso. In particolare i segnali creati dall\u2019amplificatore aventi frequenza multipla della frequenza del segnale presentato all\u2019ingresso.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Effetto Larsen<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Letteralmente: ritorno d\u2019informazioni. In campo acustico il fenomeno per cui il segnale presente nell\u2019ambiente ha intensit\u00e0 tale da poter essere captato da un microfono, amplificato, trasdotto da un altoparlante o sistema equivalente, ed innescare il fastidiosissimo fischio o effetto Larsen. Nel caso degli apparecchio acustico il fenomeno \u00e8 dovuto alla non perfetta tenuta della chiocciola o guscio dell\u2019apparecchio acustico per cui parte del segnale che sfugge per questa via viene ricaptato dal microfono e quindi entra in un circolo vizioso determinando il fenomeno. Le modalit\u00e0 per ovviare al problema consistono in: aumentare la tenuta della chiocciola o guscio (maggior fedelt\u00e0 e\/o maggiori dimensioni), ridurre l\u2019amplificazione alle alte frequenze, ridurre le alte frequenze in maniera selettiva (quindi solo sulle frequenze coinvolte nel fenomeno). Al momento, per gli apparecchi convenzionali, non si conoscono altri sistemi di contenimento del feedback. Per gli apparecchi digitali esistono diversi metodi: il feedback viene considerato rumore e come tale ridotto o cancellato, oppure viene memorizzato il \u201cpercorso di feedback\u201d e lo si compensa con un segnale uguale ma di senso opposto. Oppure ancora vi \u00e8 un\u2019analisi continua della possibilit\u00e0 che si possa innescare l\u2019effetto Larsen: quando l\u2019analisi verifica la possibilit\u00e0 dell\u2019instaurarsi del feedback, viene attivato un filtro notch che va posizionarsi esattamente sulla frequenza del feedback, sopprimendolo.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Elicotrema<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Apertura di connessione, in cima alla coclea, fra rampa timpanica e rampa vestibolare che consente la compensazione pressoria fra le due rampe (timpanica e vestibolare).<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Esostosi<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Neo formazione ossea che pu\u00f2 trovarsi all\u2019interno del condotto uditivo esterno. Pu\u00f2 presentarsi in diverse forme, normalmente tondeggianti, da sola o in gruppi di varie componenti. Se ne deve tenere conto quando si rileva un\u2019impronta e, vista la profondit\u00e0 d\u2019inserzione dei CIC qualora si debba procedere ad una loro costruzione che normalmente risulta impossibile.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Face-plate<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Ha tale nome il piattello di plastica che serve da supporto per la circuiteria di un intraauricolare. Secondo il modello pu\u00f2 avere pila 13, 312, 10 disporre di uno o due microfoni, disporre o meno di presa per la programmazione in vista o nascosta nel vano pila o dietro lo stesso. Su di esso va saldato il guscio su misura derivante dall\u2019impronta dell\u2019orecchio e che raccoglie al proprio interno la componentistica di cui l\u2019intraauricolare dispone.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Fatica uditiva<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Insieme di perturbazioni uditive temporanee legate alla stimolazione sonora. Se legata ad una stimolazione sonora eccessiva pu\u00f2 determinare uno shift di soglia uditiva temporanea che si risolve dopo un adeguato periodo di riposo; se si verifica per segnali deboli (a livello di soglia e secondo determinati parametri), \u00e8 sintomo di un disturbo del nervo che necessita di verifica specialistica.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Finestra ovale<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Apertura che si trova nell\u2019orecchio medio fra lo stesso e l\u2019orecchio interno, cos\u00ec chiamata per la sua forma, nella quale alloggia la platina della staffa. Consente di trasferire le vibrazioni della platina della staffa ai liquidi labirintici che, a loro volta, faranno vibrare la membrana basilare sollecitando le cellule cigliate.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Filtro<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Nel caso degli apparecchi acustici un filtro tipico \u00e8 rappresentato dal controllo di tono. Se ne possono avere minimo di due tipi, sui gravi e sugli acuti. A loro volta ognuno dei due tipi pu\u00f2 essere passivo o attivo (vedi ordine) a seconda della circuiteria di cui \u00e8 dotato, ma soprattutto in base alle prestazioni che si vogliono ottenere. Esistono poi anche i filtri digitalmente asserviti che possono avere ordini d\u2019azione molto elevati (fino a 24 dB\/oct, 4\u00b0 ordine) ed esistono infine i filtri digitali che possono arrivare anche ad azioni incredibili (200 dB\/oct, 33\u00b0ordine). Azioni cos\u00ec pronunciate non sono possibili se non attraverso la digitalizzazione del segnale. Secondo il modo d\u2019azione i filtri si dividono in \u201cpassa alto\u201d quando dalla frequenza che ne determina l\u2019inizio dell\u2019azione (frequenza di taglio) lasciano passare in modo inalterato le frequenze di valore superiore a quello della frequenza di taglio, attenuando invece tutte le frequenze di valore inferiore; \u201cpassa basso\u201d se, viceversa, lasciano passare le frequenze inferiori alla frequenza di taglio e attenuano quelle di valore pi\u00f9 elevato; \u201cpassa banda\u201d quando il filtro dispone di due frequenze di taglio e lascia passare solo le frequenze comprese fra le due, attenuando tutte quelle che si trovano al di fuori; \u201cnotch\u201d quando, al contrario del \u201cpassa banda\u201d attenua le frequenze comprese fra le due frequenze di taglio e lascia passare tutte le altre.<\/p>\n<p>Filtro (meccano-acustico) possono essere inserite nella curvetta o sul tubetto di uscita suono negli endoauricolari. La loro azione \u00e8 molto contenuta (non va mai al di l\u00e0 dei 6 dB\/oct (1\u00b0 ordine) e la loro funzione principale consiste nell\u2019attenuare porzioni di frequenze (per esempio fornire la cosiddetta curva etimotica) o ridurre pari pari la massima potenza erogabile. Ve ne sono di vari tipi, da quelli standardizzati che offrono impedenze di diverso valore, al filtro stella che varia la propria prestazione secondo la lunghezza utilizzata, ad altri ancora meno sofisticati che si possono trovare sul mercato.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Feedback<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Letteralmente: ritorno d\u2019informazioni. In campo acustico il fenomeno per cui il segnale presente nell\u2019ambiente ha intensit\u00e0 tale da poter essere captato da un microfono, amplificato, trasdotto da un altoparlante o sistema equivalente, ed innescare il fastidiosissimo fischio o effetto Larsen. Nel caso degli apparecchio acustico il fenomeno \u00e8 dovuto alla non perfetta tenuta della chiocciola o guscio dell\u2019apparecchio acustico per cui parte del segnale che sfugge per questa via viene ricaptato dal microfono e quindi entra in un circolo vizioso determinando il fenomeno. Le modalit\u00e0 per ovviare al problema consistono in: aumentare la tenuta della chiocciola o guscio (maggior fedelt\u00e0 e\/o maggiori dimensioni), ridurre l\u2019amplificazione alle alte frequenze, ridurre le alte frequenze in maniera selettiva (quindi solo sulle frequenze coinvolte nel fenomeno). Al momento, per gli apparecchi convenzionali, non si conoscono altri sistemi di contenimento del feedback. Per gli apparecchi digitali esistono diversi metodi: il feedback viene considerato rumore e come tale ridotto o cancellato, oppure viene memorizzato il \u201cpercorso di feedback\u201d e lo si compensa con un segnale uguale ma di senso opposto. Oppure ancora vi \u00e8 un\u2019analisi continua della possibilit\u00e0 che si possa innescare l\u2019effetto Larsen: quando l\u2019analisi verifica la possibilit\u00e0 dell\u2019instaurarsi del feedback, viene attivato un filtro notch che va posizionarsi esattamente sulla frequenza del feedback, sopprimendolo.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Finestra rotonda<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Apertura che si trova nell\u2019orecchio medio fra lo stesso e l\u2019orecchio interno, cos\u00ec chiamata per la sua forma, nella quale alloggia la platina della staffa. Consente di trasferire le vibrazioni della platina della staffa ai liquidi labirintici che, a loro volta, faranno vibrare la membrana basilare sollecitando le cellule cigliate.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Frequenza<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Grandezza legata ad un fenomeno periodico che misura il numero di volte in cui il fenomeno si riproduce nell\u2019unit\u00e0 di tempo. Nel caso del suono, o di fenomeni elettromagnetici, l\u2019unit\u00e0 di misura \u00e8 l\u2019Hertz (Hz).<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Guadagno<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Nel caso di un amplificatore rappresenta il fattore d\u2019incremento del segnale. Se in ingresso all\u2019amplificatore ho 0,001 Volt (V) e alla sua uscita ho 1 V l\u2019amplificazione, vale a dire il guadagno che l\u2019amplificatore fornisce, sar\u00e0 1\/0,001=100.<\/p>\n<p><strong>Guadagno di picco o massimo:<\/strong><\/p>\n<p>Lungo la curva di risposta rilevata a massimo volume con un segnale in ingresso di 60 o 50 dB (secondo il tipo d\u2019amplificazione), il punto pi\u00f9 elevato.<\/p>\n<p><strong>Guadagno d\u2019inserzione:<\/strong><\/p>\n<p>Rappresenta la differenza fra la risposta dell\u2019orecchio con l\u2019apparecchio acustico indossato e acceso al volume d\u2019uso e la risposta dell\u2019orecchio aperto senza nulla al proprio interno.<\/p>\n<p><strong>Guadagno di riferimento:<\/strong><\/p>\n<p>Alla frequenza di riferimento il guadagno che si ottiene da un volume che determina un\u2019uscita di 15 dB inferiore al livello di saturazione.<\/p>\n<p><strong>Guadagno funzionale:<\/strong><\/p>\n<p>In campo libero la differenza fra il risultato della prova con apparecchio acustico e il risultato della prova senza apparecchio acustico.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Guscio<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Involucro su misura che racchiude tutta la circuiteria di un apparecchio acustico endoauricolare. \u00c8 costruito sulla base dell\u2019impronta auricolare e rispetta fedelmente la forma del Condotto uditivo esterno. Normalmente \u00e8 realizzato in resina acrilica; in alcuni casi pu\u00f2 essere realizzato in oro da fusione soprattutto quando esistano dei problemi d\u2019allergia alle materie plastiche o in metallo galvanico (oro, argento) quando esistano problemi di spessore dell\u2019involucro stesso. Esistono anche gusci in ceramica, estremamente resistenti, che possono sostituire l\u2019oro in caso di problemi di allergia.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Hertz<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Unit\u00e0 di misura della frequenza, cio\u00e8 del numero di volte in cui l\u2019oscillazione del sistema preso in esame (vibrazione acustica, meccanica, elettrica, elettromagnetica) assume lo stesso valore vettoriale nell\u2019ambito dell\u2019unit\u00e0 di tempo standard (1 secondo). Per fare alcuni esempi: la corrente di casa ha una frequenza di 50 Hz (negli U.S.A. 60), la frequenza del trasformatore di riga di un televisore \u00e8 di 15.625 Hz, la frequenza di un fischietto per cani \u00e8 di 24.000 Hz.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>HTL<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Letteralmente <em>Hearing Treshold Level<\/em> cio\u00e8 <em>Livello di Soglia Uditiva<\/em><\/p>\n<p>Si tratta del livello al quale un soggetto inizia ad avere la percezione uditiva consistente nella presenza di un suono. La misura risulta essere sufficientemente precisa e ripetibile qualsiasi sia il metodo usato per la sua ricerca. Di certo la ricerca della soglia uditiva effettuata tramite cuffia non \u00e8 il massimo per quanto riguarda un\u2019applicazione protesica, essendo troppi gli errori sistematici che si commettono durante la rilevazione: dalla taratura fatta su cavit\u00e0 di metallo con volume standard quando l\u2019orecchio difficilmente presenta una cavit\u00e0 di pari valore ad un diverso indice di riflessione e rifrazione. Da un punto di vista audioprotesico il miglior sistema di rilevazione della soglia uditiva \u00e8 una rilevazione invivo attraverso la chiocciola del cliente: in tal caso, sostituendo al sistema di rilevazione l\u2019apparecchio acustico, e misurandone il risultato applicativo invivo, siamo in una condizione di perfetta omogeneit\u00e0 con eliminazione di tutti gli errori sistematici insiti in qualsiasi altra modalit\u00e0 di rilevamento.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Impedenza acustica<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Qualsiasi mezzo che comporti un\u2019attenuazione del segnale sonoro nel suo percorso dalla fonte d\u2019emissione al sistema di captazione rappresenta un\u2019impedenza acustica. Nella fattispecie l\u2019aria rappresenta un\u2019impedenza acustica nel trasferimento di un segnale sonoro: se cos\u00ec non fosse, un suono potrebbe essere trasmesso con intensit\u00e0 inalterata a migliaia di chilometri di distanza. Nel caso che ci riguarda abbiamo impedenze acustiche in grado di attenuare determinate frequenze e che possono essere inserite nella curvetta dell\u2019apparecchio acustico o sull\u2019uscita del ricevitore (vedi filtri meccano-acustici). La funzione principale \u00e8 quella di attenuare tutta la curva di risposta dell\u2019apparecchio o porzioni della stessa secondo quanto richiesto dall\u2019ipoacusia dell\u2019utente e dalle caratteristiche di risposta dell\u2019apparecchio acustico.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Impedenzometro<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Strumento atto a misurare l\u2019impedenza dell\u2019orecchio medio. La misura avviene mediante l\u2019alterazione della situazione pressoria dell\u2019orecchio e mediante la misura di quanta parte di un segnale sonda \u00e8 riflessa verso l\u2019esterno nelle varie situazioni di pressione. Normalmente tali strumenti possono eseguire anche le prove di riflesso stapediale che servono a verificare la motilit\u00e0 della catena ossiculare. Come per gli audiometri, anche queste apparecchiature sono disponibili in diverse versioni dallo screening alla ricerca.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Impianto<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>In campo audiologico, tutto ci\u00f2 che \u00e8 impiantato nella mastoide \u00e8 considerato un impianto. Ve ne sono di diversi tipi: impianto osseo, consistente in una vite d\u2019acciaio al titanio che serve ad accogliere magneticamente un apparecchio acustico con vibratore che vibra sulla testa della vite, che risulta esterna, con il risultato di avere una resa notevolmente superiore a quella di un normale vibratore osseo esterno che ha la propria capacit\u00e0 di trasmissione verso la coclea ridotta dai tessuti molli presenti fra superficie del vibratore e mastoide. L\u2019indicazione applicativa per questo tipo d\u2019impianto \u00e8 di un\u2019ipoacusia totalmente trasmissiva: pu\u00f2 trattarsi di un\u2019atresia aures, di una timpanosclerosi, di un\u2019otosclerosi, di una radicale. Un altro tipo di impianto \u00e8 quello per orecchio medio che vede un microsolenoide con anima in ferrite vincolato alla lunga apofisi del martello e collegato mediante un sottilissimo filo all\u2019impianto residente nella mastoide; tale impianto \u00e8 gestito da un apparecchio magneticamente agganciato all\u2019impianto che pu\u00f2 essere programmato per erogare il guadagno, potenza, banda e compressione secondo necessit\u00e0. L\u2019indicazione applicativa attuale di questi impianti \u00e8 per ipoacusie neurosensoriali di grado da medio a medio-grave. Infine esistono gli impianti cocleari che consistono in un impianto residente nella mastoide dal quale si diparte un multielettrodo che \u00e8 inserito nella coclea. L\u2019impianto cocleare necessita di rieducazione in quanto per definizione dovrebbe essere applicato in casi in cui un normale apparecchio acustico \u00e8 senza efficacia.Vi sono anche altre limitazioni: il dotto cocleare deve essere pervio (cosa visibile mediante una TAC o, meglio, una risonanza nucleare), la perdita uditiva non deve essere retrococleare, la motivazione all\u2019utilizzo della via acustica per la comunicazione deve essere eccezionale.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Impronta<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Calco dell\u2019orecchio rilevato con apposita tecnica e materiali che serve per la costruzione della chiocciola o guscio su misura.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Incudine<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Secondo ossicino della catena ossiculare che mette in comunicazione il martello con la staffa. Insieme agli altri due forma un sistema di leva in grado di moltiplicare per circa venti volte il livello di pressione sulla finestra ovale rispetto a quello presente sul timpano.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Indagine anamnestica<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>\u00c8 l\u2019insieme delle informazioni sull\u2019ipoacusia che raccogliamo dal cliente, mediante la consultazione di esami audiometrici e referti medici gi\u00e0 in suo possesso o mediante domande specifiche volte a chiarire il quadro anamnestico appunto che si deve tener presente prima di decidere che tipo di protesizzazione proporre<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Infrasuoni<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Quella parte di segnali sonori non udibili dall\u2019orecchio umano e di frequenza molto bassa, solitamente inferiore ai 16\/20 Hz.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Insonorizzazione<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Processo che tende a schermare un ambiente rispetto al rumore. Il risultato pu\u00f2 essere raggiunto con diversi metodi e materiali. Nella situazione ottimale di una camera anecoica si ottiene un abbattimento del rumore fino a livelli non superiori a circa 18\/20 dB.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Invivio<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Metodo di rilevazione delle caratteristiche di un apparecchio acustico quando applicato ad un essere umano per la verifica della sua resa in condizioni d\u2019utilizzo normale.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Intelligibilit\u00e0<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Il processo mentale che consente la comprensione di un messaggio verbale anche se composto da fonemi senza alcun senso.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Intrauricolare<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Definizione ISO per apparecchio acustico che alloggi direttamente nell\u2019orecchio grazie all\u2019inserimento di tutta la circuiteria in un guscio realizzato su misura<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Lateralizzazione<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Fenomeno per il quale un segnale inviato su di un orecchio \u00e8 percepito dall\u2019orecchio opposto; pu\u00f2 presentarsi pi\u00f9 facilmente quando la differenza di soglia uditiva fra i due orecchi supera i circa 40 dB.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Liminare<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Dicesi di prova audiometrica che si svolge nell\u2019intorno del livello di soglia.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Lineare<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Dicesi d\u2019amplificazione che mantiene lo stesso rapporto ingresso\/uscita al variare dell\u2019entit\u00e0 del segnale in ingresso.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Livello di fastidio<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Livello d\u2019intensit\u00e0 sonora in grado di creare fastidio nell\u2019ascolto del segnale. La sua misura \u00e8 di qualche difficolt\u00e0 in quanto dipende in buona parte dallo stato psicofisico del soggetto. Nel normoudente si situa nell\u2019intorno dei 120 dBSPL.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Livello dolore<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Livello di intensit\u00e0 sonora alla quale la sensazione suscitata dal suono non \u00e8 pi\u00f9 solo di suono ma anche di dolore. Nel normoudente tale livello d\u2019intensit\u00e0 si situa attorno ai 140 dBSPL.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Localizzazione spaziale<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Il fenomeno per il quale il cervello (la corteccia uditiva) \u00e8 in grado di determinare la direzione di provenienza di un suono. Tale capacit\u00e0 \u00e8 possibile solo nel caso d\u2019ascolto binaurale, in quanto le differenze d\u2019intensit\u00e0 e fase del segnale mettono la corteccia in condizioni tali da poter valutare la provenienza del segnale. In ascolto monoaurale, mancando differenze d\u2019intensit\u00e0 e di fase fra le due orecchie, il riconoscimento della direzione di provenienza del suono \u00e8 impossibile.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Logotomi<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Parole bisillabiche senza alcun senso logico. Materiale per prove vocali tendente a dimostrare la massima percentuale d\u2019intelligibilit\u00e0 depurata da qualsiasi fenomeno d\u2019integrazione a livello centrale e di fenomeni d\u2019integrazione cognitiva da parte del soggetto.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Loudness<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Termine anglosassone ormai entrato nel gergo comune col quale s\u2019indica l\u2019intensit\u00e0 del suono come percepito da un soggetto.<\/p>\n<p><strong>Loudness growth:<\/strong><\/p>\n<p>Crescita dell\u2019intensit\u00e0 del suono come percepita da un soggetto.<br \/>\n<strong>Loudness scaling:<\/strong><\/p>\n<p>Metodo di misura dell\u2019intensit\u00e0 sonora come percepita da un soggetto: consiste nello stabilire il campo dinamico con misure randomizzate (casuali) del livello di minima percezione e di fastidio che consentono di definirne gli estremi con buona o ottima accuratezza; successivamente, sempre in maniera random, si inviano suoni a diverse intensit\u00e0 facendo giudicare all\u2019utente il livello di percezione mediante una scala (a seconda delle tecniche pu\u00f2 avere 5, 7, 11, 50 livelli) che pu\u00f2 essere, per esempio: \u201cNON UDIBILE\u201d, \u201cAPPENA UDIBILE\u201d, \u201cUDIBILE\u201d, \u201cCONFORTEVOLE\u201d, \u201cFORTE\u201d, \u201cMOLTO FORTE\u201d, \u201cFASTIDIOSO\u201d. La prova viene eseguita normalmente con audiometri specifici in grado di effettuare la valutazione statistica delle risposte e consiste nell\u2019inviare almeno tre volte lo stesso livello mai per\u00f2 consecutivamente. Al termine della prova la macchina effettua la valutazione statistica delle risposte e costruisce il diagramma della \u201cloudness growth\u201d per quell\u2019utente specifico. Da tale diagramma \u00e8 possibile costruire una curva target che rispetti le necessit\u00e0 del soggetto per quanto riguarda l\u2019amplificazione per segnali deboli, medi e forti.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Lunghezza d\u2019onda<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>La distanza minima, nella direzione di propagazione del segnale, fra due punti che vedono la vibrazione con la stessa fase.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>L\u00fcscher<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Prova audiologica finalizzata alla determinazione della presenza o meno del recruitment.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Martello<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Primo ossicino della catena ossiculare, solidale con la membrana del timpano di cui segue qualsiasi movimento trasmettendolo all\u2019incudine e da questi alla staffa ottenendo l\u2019azione di leva moltiplicatrice che ci si aspetta.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Mascheramento<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Il procedimento con cui si \u201cassorda\u201d un orecchio (con un rumore specifico) per impedirgli di captare un suono inviato sull\u2019altro. La ragione di un tal modo di procedere deriva dalla possibilit\u00e0 che un orecchio possa captare vibrazioni sonore per via transcranica e quindi alterare il risultato di una prova audiometrica<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Membrana tectoria<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>La membrana che ha il compito, all\u2019interno dell\u2019organo di Corti, di stimolare le ciglia delle cellule della fila interna per creare sensazione acustica nella corteccia. \u00c8 vincolata alle ciglia delle cellule delle tre file esterne che hanno il compito di attrarla pi\u00f9 o meno vicina alle estremit\u00e0 delle ciglia delle cellule della fila interna per aumentarne la sensibilit\u00e0 ai suoni deboli<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Membrana basilare<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Parte dell\u2019orecchio interno, all\u2019interno della coclea, che separa la scala timpanica dall\u2019organo del Corti di cui \u00e8 il supporto<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Mastoide artificiale<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Sistema di misura che imita il comportamento impedenziale della mastoide reale e che consente di misurare le prestazioni di un apparecchio acustico funzionante ramite vibratore osseo. Sistema estremamente delicato e che necessita di periodiche verifiche e tarature.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Mastoide<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Parte della scatola cranica che si trova posteriormente all\u2019orecchio. Presenta una struttura alveolare normalmente contenente aria. Quando per motivi vari l\u2019aria viene assorbita o sostituita da essudazione si ha una sua infiammazione (mastoidite) che pu\u00f2 sfociare in fenomeni anche di maggior gravit\u00e0. Sulla mastoide si appoggia normalmente il vibratore dell\u2019audiometro per l\u2019esecuzione delle prove audiometriche per via ossea oppure il vibratore d\u2019apparecchio acustico per via ossea siano essi occhiali, archetti, fasce. \u00c8 anche il luogo deputato ad accogliere impianti fissi tipo gli impianti cocleari, gli impianti d\u2019orecchio medio, gli impianti per trasmissione ossea.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Mascheratore<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Si tratta normalmente d\u2019apparecchi aventi l\u2019estetica di un comune apparecchio acustico ma che erogano un rumore il cui scopo \u00e8 il mascheramento dell\u2019acufene. Esistono in versione retroauricolare, in versione endoauricolare, a volte combinati con una parte funzionante come vero e proprio apparecchio acustico. Quando ben applicato un mascheratore pu\u00f2 avere successo in circa il 20\/25% dei casi: il successo si misura sulla base del fatto che l\u2019utente gradisca il rumore messo dal mascheratore invece del proprio acufene, ma soprattutto dal fatto che, tolto il mascheratore l\u2019acufene non si ripresenti se non dopo almeno qualche minuto. Esistono anche altri modi per mascherare gli acufeni: si parla di stimolazione elettrica transcutanea, della combinazione della stimolazione transcutanea con quella sonora, della stimolazione sonora con suoni randomizzati o con sweep di frequenza attorno alla frequenza dell\u2019acufene, etc. nella normale clinica una vera e propria terapia dell\u2019acufene si basa comunque sulla combinazione di varie terapie, anche farmacologiche, fra le quali quella psichiatrica ha solitamente un peso preponderante (vedi anche TRT).<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Membrana timpanica<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Ovale di tessuto muscolare che chiude il condotto uditivo esterno vincolato all\u2019ossicino chiamato martello al quale trasmette le vibrazioni determinate dal suono che su di essa incide.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Metodi prescrittivi<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Vengono cos\u00ec chiamati quei metodi che mediante formule matematiche determinano la costruzione di una curva target che rappresenta, secondo l\u2019estensore della formula, il modo ottimale di ascolto dell\u2019utente di apparecchio acustico. Esistono decine di formule diverse alcune delle quali portano a risultati di curva target estremamente diverse le une dalle altre. Ci\u00f2 depone presumibilmente per differenze consistenti nella percezione di un dato idioma, ma anche per una notevolissima plasticit\u00e0 cerebrale che consente di ottenere un imprinting cerebrale che riesce a sfruttare al meglio anche modi d\u2019erogazione dell\u2019amplificazione molto diversi fra loro. Un elenco dei metodi pi\u00f9 conosciuti comprende: NAL, POGO, BERGER, KELLER, FIG-6, DSL I\/O, LIBBY 1\/3, LIBBY 1\/2, LIBBY 2\/3, \u00bd DI GUADAGNO. A questi metodi internazionalmente conosciuti ed usati si affiancano poi metodi originati dalle varie case costruttrici e che nascono specificatamente per la taratura di specifici apparecchi o per sfruttarne particolari prestazioni: abbiamo allora il SAS per l\u2019applicazione del Quattro e del Logo, abbiamo lo ScalAdapt per l\u2019applicazione del Trisound, etc.. In linea di massima volendole applicare in modo tale da aver dei risultati validi, si dovranno usare formule che si reggono sulla regola del terzo di guadagno per perdite uditive che non superano i 50 dB, formule che si reggono sulla regola del mezzo guadagno per perdite uditive fra i 50 e i 75 dB e formule basate su regole superiori al mezzo guadagno per perdite uditive superiori ai 75 dB.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Microfono<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Trasduttore per eccellenza dei segnali sonori in un apparecchio acustico. Possono essere di diversi tipi: magnetici, ceramici, electret, direzionali. Oggi sono in commercio praticamente solo microfoni electret (o a condensatore) in quanto pi\u00f9 robusti e meno sensibili a fattori climatici di tutti gli altri. Inoltre offrono una risposta in frequenza molto ampia e facilmente elaborabile. In partenza comunque il microfono pu\u00f2 presentare una curva di risposta \u201cpiatta\u201d, cio\u00e8 a banda larga, oppure con attenuazione dei gravi pi\u00f9 o meno pronunciata, oppure \u201cscalinata\u201d, vale a dire con risposta a scalini sui gravi (specificamente prevista per meglio compensare le presbiacusie), oppure \u201canti larsen\u201d, cio\u00e8 con una costruzione adeguata a minimizzare la sensibilit\u00e0 alle vibrazioni meccaniche. Il microfono direzionale dispone di una seconda entrata per il suono, normalmente posta in opposizione rispetto alla principale, che costringe il suono a percorrere una strada pi\u00f9 lunga ritardandone pertanto l\u2019arrivo sulla membrana sensibile: ci\u00f2 fa s\u00ec che per i suoni gravi lo sfasamento introdotto dalla differenza di tempo d\u2019arrivo sulla membrana ne riduca notevolmente l\u2019amplificazione migliorando l\u2019intelligibilit\u00e0 del segnale e migliorandone la discriminazione di provenienza.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Microfono sonda<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Particolare tipo di microfono che, dotato di un apposito tubicino, pu\u00f2 essere inserito nel condotto uditivo esterno per rilevare l\u2019intensit\u00e0 del segnale ivi presente in assenza o in presenza dell\u2019apparecchio acustico normalmente va tarato ogni volta che deve essere usato per consentire la memorizzazione dell\u2019\u201cambiente\u201d circostante.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Modulazione<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Fenomeno per cui un segnale (portante) di elevata frequenza (per le normali applicazioni elettroniche si parte dai 100.000 Hz in poi) viene modulato (variato) in ampiezza o in frequenza per vari scopi: trasmissione radio o, nel caso dell\u2019audiologia, per rendere un segnale test meno influenzabile dalle condizioni ambientali quali onde statiche, riflessione e rifrazione. Nel caso degli apparecchi acustici troviamo la modulazione nei ricevitori in classe \u201cD\u201d, nei sistemi scuola in FM o in IR, o su particolari apparecchi acustici dotati anche di ricezione FM.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>MPO<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p><strong>Maximum Power Output<\/strong> = (Controllo) di Massima Potenza in Uscita. Altra denominazione del Power Control. Oltre al controllo di MPO indica anche sic et simpliciter la massima potenza erogata in uscita per 90 dB in ingresso<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Nervo acustico<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Insieme degli assoni delle cellule cigliate che si prolunga verso la corteccia e che ha il compito di trasferire il segnale codificato dalla coclea al cervello.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Neurone<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Cellula nervosa composta da un corpo centrale e da \u201cassoni\u201d, protuberanze filiformi col compito di mettere in connessione una cellula nervosa con altre.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Occhiale<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Consideriamo evidentemente solo l\u2019occhiale acustico. Apparecchio acustico il cui circuito \u00e8 alloggiato nell\u2019astina di un occhiale. Tale forma \u00e8 particolarmente utile quando si debba utilizzare per la correzione acustica la via ossea: in tal caso l\u2019occhiale presenta un vibratore che si posiziona sulla mastoide e che trasmette le vibrazioni direttamente all\u2019orecchio interno via l\u2019osso della scatola cranica. Nel caso invece dell\u2019occhiale per via aerea ci troviamo di fronte ad un apparecchio concettualmente abbastanza vecchio che non ha un\u2019eccessiva flessibilit\u00e0 applicativa: pi\u00f9 interessante da un punto di vista applicativo si rivela la metodica Bruckhhof che consente di montare dei normali retroauricolari sull\u2019astina di normali occhiali da vista o da sole. Questo garantisce di poter consegnare al paziente l\u2019apparecchio acustico pi\u00f9 idoneo al suo caso venendo incontro anche alle sue esigenze estetiche.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Organo del Corti<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Parte dell\u2019orecchio interno, precisamente della coclea, in cui si attua la trasformazione di un segnale meccanico in elettrico. \u00c8 costituito da quattro file di cellule cigliate di cui tre definite esterne ed un\u2019interna. Non \u00e8 ancora del tutto chiaro quale delle file \u00e8 quella che invia gli spikes alla corteccia.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Ossicini<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Le tre pi\u00f9 piccole ossa del corpo umano che si trovano nell\u2019orecchio medio: martello, incudine e staffa e che compongono la catena ossiculare. La loro funzione \u00e8 quella di creare un effetto leva che moltiplica per venti la forza presente sul timpano riportandola sulla finestra ovale.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Perdita neurosensoriale<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Ipoacusia determinata da un problema dell\u2019orecchio interno (coclea) o del nervo acustico.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Parole bisillabiche<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Materiale fonetico per l\u2019esecuzione di prove vocali composto di parole di due sillabe aventi senso compiuto. \u00c8 il materiale fonetico maggiormente usato nelle prove vocali.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Padiglione auricolare<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>La parte anatomica a forma grossolanamente d\u2019imbuto che possiede la propriet\u00e0 di convogliare il suono all\u2019imboccatura del condotto uditivo esterno.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Otoemissioni acustiche<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Emissioni sonore spontanee rilevate da Kemp in quasi tutti gli orecchi normalmente funzionanti. La registrazione delle otoemissioni consente di stabilire la correttezza di funzionamento dell\u2019orecchio interno. Non \u00e8 ancora chiaro perch\u00e9 l\u2019orecchio normale produca le otoemissioni, ma nell\u2019attesa di una spiegazione plausibile, il fenomeno \u00e8 comunque sfruttabile per la diagnostica delle ipoacusie.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Perdita piatta<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Perdita uditiva morfologicamente piatta (vale a dire che la variazione della perdita non varia per pi\u00f9 di 10 dB fra i 250 e i 4000 Hz).<br \/>\n.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Perdita trasmissiva<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Ipoacusia determinata da un problema dell\u2019orecchio medio o esterno. Pu\u00f2 trattarsi di un banale tappo di cerume, fino ad arrivare ad un colesteatoma.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Potenziali evocati<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Esami audiologici basati sulla risposta cerebrale a segnali appositamente inviati che possono essere sonori, visivi, mioelettrici, etc. Nel caso di segnali sonori si valuta la risposta della corteccia uditiva ed in base ad essa si ha una misura della capacit\u00e0 uditiva o meno del soggetto. Pregio maggiore la totale obiettivit\u00e0 dell\u2019esame; difetto maggiore, la scarsa precisione sia nei livelli sia in frequenza.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Potenziometro<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Comando a disposizione dell\u2019utente con la funzione di variare il volume di riproduzione del segnale attraverso l\u2019apparecchio acustico.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Presbiacusia<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Ipoacusia tipica dell\u2019anziano consistente in una progressiva perdita d\u2019udito ad iniziare dalle frequenze pi\u00f9 acute per poi raggiungere anche le frequenze pi\u00f9 gravi.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Prova tonale<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Prova audiometrica eseguita con toni puri (rumore a bande strette, toni interrotti o toni vobulati) tendente a quantificare l\u2019entit\u00e0 della perdita uditiva.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Prova vocale<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Prova audiometrica eseguita con materiale vocale tendente a qualificare la perdita d\u2019udito.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Pulsato<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Modo di presentazione del tono durante una prova audiometrica tonale. In questo caso il tono \u00e8 automaticamente interrotto a cadenza fissa per facilitarne l\u2019individuazione da parte del soggetto. Particolarmente utile quando si debba procedere alla prova tonale in soggetti con acufeni.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Questionari<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Esistono molti tipi di questionari ad uso audioprotesico: ne esistono per valutare le necessit\u00e0 di amplificazione del cliente e le condizioni ambientali in cui vive e le necessit\u00e0 (per esempio le scale di DENVER, SANDERS, etc.) e ne esistono per verificare l\u2019efficacia protesica (APHAB) o per valutare come e cosa modificare sull\u2019apparecchio acustico al fine di migliorare l\u2019abitudine all\u2019uso e il risultato protesico (CAMADAPT, FITTING ASSISTANT delle varie marche produttrici, etc.). Esistono anche questionari per valutare l\u2019entit\u00e0 dell\u2019handicap residuo. Solitamente i questionari contengono fino ad un massimo di una trentina di domande, in certi casi con domande di controllo, cio\u00e8 con domande che servono a verificare se il cliente ha ben capito la domanda. In generale, scopo dei questionari \u00e8 valutare se si sta fornendo la corretta amplificazione ed in alcuni casi il suggerimento di cosa fare per raggiungere il miglior risultato. A volte tale suggerimento agisce in automatico sulle regolazioni degli apparecchi al fine di realizzare il suggerimento dato (evidentemente ci\u00f2 \u00e8 possibile solo sugli apparecchi programmabili e digitali).<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Rapida caduta<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Dicesi d\u2019ipoacusia la cui morfologia \u00e8 in rapida discesa: s\u2019intende rapida caduta quando la differenza fra il livello a 250 Hz ed il livello a 4000 Hz \u00e8 superiore a 30 dB.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>REAR<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p><em>Real Ear Aided Response:<\/em><\/p>\n<p>risposta dell\u2019orecchio protesizzato, in altre parole rilevazione della pressione sonora nell\u2019orecchio protesizzato, senza alcun\u2019operazione di sottrazione di risonanza o altro. Indica la reale potenza scaricata sul timpano.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>REIG<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p><em>Real Ear Insertion Gain:<\/em><\/p>\n<p>guadagno d\u2019inserzione in orecchio reale. La misura consiste nel rilevare la pressione sonora presente nella cavit\u00e0 residua, detraendo dal valore rilevato il valore della curva di risonanza ad orecchio libero. Misura qual \u00e8 il guadagno, al netto della risonanza del condotto, fornito dall\u2019apparecchio acustico.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>REIR<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p><em>Real Ear Insertion Response:<\/em><\/p>\n<p>a volume di riferimento, misura la risposta in frequenza dell\u2019apparecchio acustico applicato.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>REM<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p><em>Real Ear Measurement:<\/em><br \/>\nMisure in orecchio reale: sistema di misura ancora non normalizzato per effettuare le misure nell\u2019orecchio reale.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Ricevitore<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Termine gergale per indicare il micro altoparlante usato negli apparecchi acustici. Ha subito una notevole evoluzione nel tempo, anche se solo da un punto di vista dimensionale, pur mantenendo dai primi anni venti il tipico funzionamento magnetico.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Roll - over<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Forma particolare della risposta ottenuta nell\u2019esecuzione delle prove vocali e che denota la presenza di recruitment nel soggetto sotto test.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Sommazione<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Termine col quale si indica il fenomeno che avviene a livello cerebrale centrale per cui ascoltando con due orecchie si ha una sensazione di ascolto quasi doppia rispetto all\u2019ascolto con un solo orecchio. A livello centrale, ascoltando con due orecchie, infatti, si ha un raddoppio di sensazione acustica che tradotta in numeri vale 3 dB. Il fenomeno \u00e8 possibile sia a livello quantitativo sia a livello qualitativo: se centralmente tutto funziona normalmente inviando lo stesso messaggio alle due orecchie separatamente (quindi in cuffia) ma provvedendo a togliere i gravi su di un orecchio e gli acuti sull\u2019altro, il risultato dovrebbe essere per una perfetta capacit\u00e0 di 8 ricostruire il senso delle parole o frasi anche se separatamente potrebbero risultare incomprensibili.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Soglia uditiva<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Livello d\u2019intensit\u00e0 sonora alla quale compare la sensazione uditiva.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>S.I.S.I.<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p><em>Short Increment Sensitivity Index<\/em> (Indice di sensibilit\u00e0 ad incrementi brevi) tipo di prova audiologica tendente a dimostrare l\u2019esistenza o meno del recruitment.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Sonda<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Trasduttore da inserirsi in un orifizio corporeo. Nel campo dell\u2019audiologia si hanno sonde per effettuare la timpanometria, l\u2019audiometria in vivo, la rilevazione delle otoemissioni acustiche, le verifiche in vivo.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Sordit\u00e0 improvvisa<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Fenomeno tale per cui un soggetto di colpo soffre di un abbassamento uditivo di entit\u00e0 pi\u00f9 o meno elevata. Se curata adeguatamente entro le 72 ore dall\u2019insorgenza del fenomeno vi sono forti possibilit\u00e0 di un recupero quasi totale della capacit\u00e0 uditiva. \u00c8 quindi di fondamentale importanza, nel caso di paziente che si presentasse con un tale problema, il pressante invito a recarsi con urgenza presso un pronto soccorso per sottoporsi alla terapia adeguata.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Staffa<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Ultimo ossicino della catena ossiculare composto da platina, branche e testa. E&#8217; l\u2019ossicino responsabile della maggior parte dei problemi di trasmissione imputabili alla catena ossiculare, o perch\u00e9 \u00e8 bloccata la platina da processi d\u2019ossificazione della stessa o perch\u00e9 si verifica una disarticolazione della staffa dall\u2019incudine.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Stapedio<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Muscolo che si trova all\u2019interno della cassa timpanica e che ha il compito di irrigidire la catena ossiculare in presenza di segnali sonori particolarmente intensi. Manca in circa l\u20191% della popolazione. Se ne studia la funzionalit\u00e0 mediante le prove di riflessologia stapediale eseguibili con l\u2019impedenzometro.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Suono<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Perturbazione molecolare che pu\u00f2 propagarsi in un mezzo elastico in grado di generare sensazione uditiva. Pi\u00f9 in generale si hanno suoni nel campo dell\u2019udibile (per l\u2019essere umano) quando la frequenza di tale perturbazione \u00e8 compresa fra 20 e 20000 Hz e suoni non udibili quando si scenda sotto i 20 Hz (infrasuoni) o sopra i 20000 Hz (ultrasuoni).<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Tappi antirumore<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Lo scopo precipuo dei tappi antirumore \u00e8 la protezione dell\u2019udito dal rumore. Esistono in vari modelli e con diverse prestazioni: modelli standard in spugna di tipo particolare con capacit\u00e0 di attenuare il livello sonoro attorno ai 30 dB sulle frequenze centrali, o in versioni realizzate su misura mediante rilevazione dell\u2019impronta, che possono contenere al proprio interno anche delle cavit\u00e0 risonanti e\/o dei filtri, a volte variabili, per l\u2019attenuazione di frequenze specifiche.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Tensore del timpano<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Muscolo quasi inattivo nella specie umana che ha il compito di mantenere in corretta tensione la membrana timpanica.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Timapanometria<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Prova audiologica tendente a verificare la funzionalit\u00e0 della membrana timpanica e lo stato della cassa timpanica. Consiste nel far variare la pressione fra sonda e membrana timpanica e nel verificare come varia l\u2019assorbimento d\u2019energia nelle varie situazioni pressorie.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Timpano<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Membrana di tessuto muscolare a fibre incrociate che sta al termine del condotto uditivo esterno e che ha il compito di mettere in vibrazione la catena degli ossicini.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Tono puro<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Tipo di segnale usato nelle prove audiologiche atte a definire l\u2019entit\u00e0 e\/o qualit\u00e0 di un\u2019eventuale ipoacusia. Si dice tono puro un segnale composto di una singola frequenza avente forma d\u2019onda perfettamente sinusoidale.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Trasduttore<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Dicesi trasduttore un sistema che converte un segnale da elettrico a meccanico o viceversa. Trasduttori sono i microfoni ma anche i ricevitori o i vibratori.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Tromba d'Eustachio<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Condotto che mette in comunicazione la cassa timpanica con il retrofaringe e che consente la corretta aerazione della cassa timpanica stessa.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>TRT<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p><em>Tinnitus Retraining Therapy<\/em> : terapia di riabilitazione all\u2019acufene. I fondamenti di tale terapia sono datati 1981\/82 e sono stati elaborati da Jastreboff. La terapia si basa sul far abituare il soggetto alla presenza dell\u2019acufene la cui importanza viene ridotta mediante un incremento del campo sonoro ottenuto con un parziale mascheramento o, in presenza di ipoacusia, con un\u2019amplificazione che ne mascheri parzialmente la presenza. L\u2019abitudine all\u2019acufene viene raggiunta mediante un\u2019azione di counseling che comprende anche sedute di training autogeno e\/o sedute di yoga. Detto in parole povere, la TRT tende a far s\u00ec che qualsiasi cosa il soggetto faccia sia da lui considerata come di estremo interesse tanto da \u201cestraniarsi\u201d da qualsiasi cosa per concentrarsi su di essa e quindi non sentire pi\u00f9 nemmeno l\u2019acufene. Quello che capita a chiunque quando legga, per esempio un romanzo molto coinvolgente o assista ad un film altrettanto coinvolgente: non si sente nulla e non si vede nulla se non ci\u00f2 che si sta leggendo o guardando. Secondo le statistiche presentate da Jastreboff, la TRT parrebbe avere percentuali di successo attorno all\u201980%.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Via aerea<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Modalit\u00e0 d\u2019invio del suono all\u2019orecchio: pu\u00f2 trattarsi della via usata per l\u2019applicazione degli apparecchio acustico, oppure la prova effettuata mediante una cuffia o in campo libero che consente di valutare la capacit\u00e0 uditiva di questa via acustica.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Ultrasuoni<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Suoni di frequenza troppo elevata per suscitare sensazione uditiva in un essere umano. Si parla normalmente d\u2019ultrasuoni quando la frequenza supera i 20.000 Hz.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>UCL<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p><em>UnComfortable Level<\/em> cio\u00e8 livello di sconforto o meglio di fastidio. Si tratta del livello d\u2019intensit\u00e0 sonora al quale il soggetto passa dalla sensazione uditiva alla sensazione di fastidio. Nel normoudente tale livello \u00e8 situato nell\u2019intorno dei 120 dBSPL, mentre nell\u2019ipoacusico il livello di fastidio varia sulla base del tipo di ipoacusia: se trasmissiva il livello di fastidio sale quasi di conserva con il GAP VA\/VO; se neurosensoriale cocleare rimane inalterato o addirittura 12 scende; se retrococleare si sposta verso valori sempre pi\u00f9 alti durante la stimolazione (fenomeno della fatica uditiva). Statisticamente si pu\u00f2 determinare un livello di fastidio legato ad un certo livello di soglia uditiva, come fatto da Pascoe. Ormai molti apparecchi digitali tengono conto di questi valori statistici durante l\u2019applicazione automatica nel caso in cui l\u2019audiogramma caricato nel software non contempli valori d\u2019UCL. In linea di massima perch\u00e9 l\u2019applicazione protesica abbia successo \u00e8 indispensabile prima di tutto non superare mai l\u2019UCL del cliente, poi adattare l\u2019amplificazione alle sue necessit\u00e0. Per rilevare l\u2019UCL esistono molti modi: dall\u2019invio, frequenza per frequenza, di segnali di crescente intensit\u00e0 fino a che il cliente non segnala intolleranza, alla ricerca mediante Loudness Scaling, all\u2019impedenzometria, al riflesso stapediale. Nessuno di questi metodi da valori certi in assoluto, dipendendo le prove audiometriche dallo stato psicofisico del momento del cliente e quelle impedenzometriche da un\u2019incertezza della misura di +\/- 15 dB sulle frequenze estreme. Dovendo comunque correggere il valore trovato strumentalmente in fase applicativa sulla base delle reazioni specifiche del cliente, il suggerimento \u00e8 quello di utilizzare la tabella di Pascoe e, quindi procedere alle opportune correzioni: si guadagna in tempo e l\u2019errore commesso di rado risulta essere di danno o fastidio per il cliente.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Ventilazione<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Foro praticato nella chiocciola o nel guscio di un apparecchio acustico con fini diversi. In alcuni casi il fine pu\u00f2 essere di lasciar uscire l\u2019amplificazione in eccesso sui toni gravi, cosa utile in particolare quando la capacit\u00e0 uditiva in questa zona di frequenze sia particolarmente buona. In contemporanea i suoni gravi hanno la possibilit\u00e0 di essere percepiti in modo pi\u00f9 naturale attraverso la ventilazione. La ventilazione consente anche la riduzione dell\u2019effetto d\u2019occlusione, in quanto il giro d\u2019aria che consente toglie la sensazione di chiuso che in qualche caso pu\u00f2 aversi. Attenzione invece all\u2019effetto rimbombo, che, paradossalmente pu\u00f2 essere accentuato dalla ventilazione se questa fosse eseguita con un diametro non corretto: infatti, una ventilazione inferiore a 3 mm. comporta un incremento dell\u2019amplificazione attorno ai 500 Hz che potrebbe peggiorare la situazione da questo punto di vista. Particolare attenzione va sempre posta all\u2019amplificazione necessaria sui toni acuti: per evitare il feedback non si deve superare un guadagno di 25 \u2013 27 dB sulle frequenze acute; superato questo limite il feedback \u00e8 assicurato, a meno che non si usino apparecchi dotati di controllo digitale del feedback. Ma anche in questi casi la certezza del non innesco non \u00e8 totale.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Via ossea<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Modalit\u00e0 d\u2019invio del suono all\u2019orecchio: pu\u00f2 trattarsi della via usata per l\u2019applicazione dell\u2019apparecchio acustico, oppure la prova effettuata mediante un vibratore osseo posto sulla scatola cranica, normalmente sulla mastoide, che consente di definire la reale capacit\u00e0 funzionale dell&#8217;orecchio medio.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Vibratore osseo<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Trasduttore che consente di effettuare le prove per via ossea. Consiste in un vibratore che posto sulla mastoide o sulla fronte invia il segnale direttamente all\u2019orecchio interno bypassando l\u2019orecchio medio: in questo modo si ha una misura della reale funzionalit\u00e0 dell\u2019orecchio medio stesso.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Vibrotattile<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Sensazione sensoriale fornita da una stimolazione del tatto. In alcuni casi pu\u00f2 essere utile aggiungere tale stimolazione alla stimolazione acustica per incrementare il \u201cmonte\u201d informazioni fornito all\u2019utente. A questo scopo si utilizzano dei grossi vibratori che possono essere appoggiati al polso, al gomito, allo sterno. Si pu\u00f2 lavorare con uno, due, fino a sette vibratori: in quest\u2019ultimo caso, si pu\u00f2 insegnare all\u2019utente a decodificare messaggi anche complessi aventi senso compiuto (per inciso questo metodo \u00e8 stato usato dagli astronauti americani durante gli ultimi tempi della guerra fredda per evitare trasmissioni in \u201cchiaro\u201d).<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"cs-toggle\"><h6 class=\"cs-toggle-title\"><i class=\"cs-in fa cs-anim-icon\"><\/i>Weber<\/h6><div class=\"cs-toggle-content\"><p>Prova tendente a valutare quale orecchio offre il maggior gap fra via aerea e via ossea. Si realizza ponendo un vibratore al centro della fronte e chiedendo al soggetto di individuare il lato dal quale gli pare di percepire in maniera pi\u00f9 forte il segnale.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/section>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Acufene<br \/>\nAdattamento protesico<br \/>\n<span class=\"entry-read-more\"><a href=\"https:\/\/mma.swisstemi.com\/de\/dizionario-2\/\" class=\"cs-btn cs-btn-flat cs-btn-rounded cs-btn-xxs cs-btn-flat-accent\">Weiterlesen<\/a><\/span><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":6122,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[38,37],"tags":[],"class_list":["post-6207","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-info-de","category-neugier"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v21.5 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Dizionario - 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